Comune di San Giovanni Rotondo

Il pianto della Miniera PDF Stampa E-mail
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Notizie - Notizie dal Territorio
Giovedì 11 Marzo 2010 10:45

 

Pianto della Miniera

Avrà luogo lunedì 15 marzo alle ore 19.15 presso la Biblioteca comunale "Michele Lecce" di San Giovanni Rotondo la presentazione del libro "Il Pianto della Miniera", la storia inaudita della miniera di bauxite di San Giovanni Rotondo ricostruita da Salvatore Mangiacotti attraverso le interrogazioni parlamentari dell'epoca.

Alla presentazione, curata dall'Associazione "Eduso & Co.", interverranno:

Gennaro Giuliani (sindaco di San Giovanni Rotondo)

Michele Bordo (parlamentare)

Carlo Macrini (assessore alla Cultura)

Paolo Gentiloni (parlamentare)

Gaetano Cusenza (assessore all’Ambiente)

Donato Torraco (direttore editoriale di "Jano")

Salvatore Mangiacotti (autore)

Coordinerà il dibattito Federico Massimo Ceschin

 


"La ricostruzione dei fatti che Salvatore Mangiacotti fa della miniera di bauxite di San Giovanni Rotondo ha diversi meriti. Da una parte mantiene viva la memoria di uno spaccato di storia recente, il crollo delle speranze e delle illusioni, dall’altro ci ricorda che quel che è avvenuto sul Gargano non è un fatto esclusivamente locale. La miniera di San Giovanni Rotondo, una delle più importanti miniere di bauxite d’Europa, infatti, rappresenta un pezzo fondamentale del movimento sindacale operaio italiano, cioè di quel movimento che ha contribuito alla storia industriale italiana del dopoguerra e allo sviluppo economico del Paese".

Michele Bordo

"Per andare in miniera bisogna scendere: sottoterra. All’imbocco del pozzo i minatori lasciano il sole, le nuvole e la montagna degli uomini. Lasciano le mogli e i figli: si portano appresso, nella parte più intima, solo Dio, se non li abbandona laggiù, fuggendo la materia più profonda. Nel terribile mondo della roccia e del buio sopravvivono solo uomini di roccia e di buio. Hanno la necessità di dimenticare di essere uomini che, se li coglie la coscienza, nel buio del lavoro, li spinge nel pericolo della fuga o della ribellione, perché i minatori, di una qualunque miniera, sono accomunati dalla stessa condizione dolorosa, umiliante e disperata. Da tutto questo nasce la necessità di riconoscersi, nelle otto ore di lavoro, materia pura rimandando l’umanità alle ore del riposo, all’incontro, ogni giorno meraviglioso, con la moglie e i figli".

Donato Torraco



Per informazioni:

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