17 maggio 2013 - I Comuni non possono limitare l’apertura delle sale da gioco nel proprio territorio. Lo stabiliscono le sentenze n° 609 e 610 del 22 aprile 2013 del Tar del Veneto, disponendo l’annullamento di alcuni atti adottati dal Comune di Vincenza il quale, attraverso l’adozione di alcune norme tecniche all’interno del Piano regolatore e di uno specifico regolamento per sale giochi, aveva cercato di un porre un limite al gioco d’azzardo e all’apertura di nuove sale, stabilendo alcune distanze minime da luoghi ritenuti “sensibili” quali scuole e parchi pubblici. Secondo i giudici i provvedimenti del Comune non possono essere considerati leciti dal momento che interferiscono con una materia di pertinenza dello Stato, come gli stessi strumenti pianificatori che, nell’ambito delle sale giochi, devono comunque essere stabiliti a livello governativo secondo un sistema di pianificazione nazionale e non locale.
Intesa formale Governo-Regioni sulle revisioni Isee
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6 giugno 2013 - Già dalla prossima settimana dovrebbe esserefirmata un’intesa formale tra Governo e regioni sulle revisioni all’Isee, ovvero l’indicatore che misura la congiuntura economica equivalente dei nuclei familiari. La correzione si rende necessaria, spiega il ministro del Welfare, Enrico Giovannini, dal momento che lo strumento è diventato ormai “superato e sbagliato”.
Di recente anche il Governo Monti aveva cercato di metter mano ai criteri attestanti la condizione reddituale dei cittadini, legittimando in tal modo il recepimento da parte dei singoli di diversificate prestazioni, con particolare riguardo poi a quelle di tipo assistenziale. In tal senso, infatti, l’esecutivo costituito da Mario Monti aveva immesso nella normativa 214/2011 un’apposita delega per mutare l’indicatore Isee, presupponendo, inoltre, una determinazione di reddito disponibile inclusiva di tutti gli importi, anche se esenti da imposizione fiscale, e altresì considerando le quote patrimoniali di ogni membro della famiglia. In merito all’ardito progetto erano così partite lunghe trattative tra parti sociali e regioni, portando al definitivo blocco della manovra già prima del termine della XVI legislatura. Oggi, il ministro del Dicastero, punta invece ad affrettare i tempi.
Giovannini ha fatto inoltre sapere che la rivitalizzazione dei servizi per l’impiego rappresenta un altro fondamentale obiettivo che andrà raggiunto entro tempi rapidi. Mentre le proteste e le cifre ‘in rosso’ continuano a segnalare una situazione allarmante sul fronte della perdita-lavoro, il ministro ha sottolineato dinanzi al parterre di senatori che il vigente sistema va perfezionato “a breve”. Qualora le tempistiche dovessero rivelarsi lunghe e ‘dolorose’ lo scotto che il Paese rischia di scontare è quello di sprecare tutte le risorse che sono state stanziate per riattivare l’occupazione giovanile. In merito alla cosiddetta “Youth Guarantee”, infatti, la direttiva europea messa in atto a favore dell’impiego degli under 30, il ministro del Welfare è tornato a rimarcare il fatto che i 400/500 milioni di euro destinati al programma in sette anni “non risolvono la gravità della situazione”. Nel caso in cui la stessa cifra fosse integralmente investita entro il 2014, ha concluso infine Giovannini, tutti gli sforzi potrebbero comunque rivelarsi vani dal momento che i servizi per l’impiego necessitano, prima di tutto, di una spinta propulsiva “alquanto significativa”.
Giurisprudenza
6 giugno 2013 - Nuovo appuntamento settimanale con "Finanza e fiscalità news n.23, la news letter di Legautonomie che troverete nella sezione NORMATIVA (Giurisprudenza). Primo Piano:
DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DI LEGAUTONOMIE SULLE RIFORME ISTITUZIONALI AUDIZIONE DEI RAPPRESENTATI DELLA COMMISSIONE TECNICA PARITETICA PER L’ATTUAZIONE DEL FEDERALISMO FISCALE (COPAFF)
Documento Copaff presentato dai professori Antonini, Longobardi e Zanardi nell’Audizione informale del 30 maggio 2013
innanzi alle Commissioni riunite Finanze e Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati sul disegno di legge C1012 di
conversione del decreto-legge n. 54 del 2013
CORTE DEI CONTI ED ENTI LOCALI
Piano di riequilibrio finanziario pluriennale ex art. 243-bis del TUEL, come introdotto dal decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174
Sezione delle Autonomie - Delibera n. 14/2013/SEZAUT/QMIG Questioni di massima su aspetti istruttori concernenti un piano di riequilibrio finanziario pluriennale ex art. 243-bis del TUEL, come introdotto del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213. Le questioni afferiscono al tema dei debiti fuori bilancio, della natura dell'anticipazione a valere sul fondo di rotazione e della possibilità di deroghe ai limiti in materia di copertura dei disavanzi. Approvato con delibera depositata il 20 maggio 2013.
RIORGANIZZAZIONE DELLA PRESENZA DELLO STATO SUL TERRITORIO
Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio (A7) Dossier Senato - Atto del Governo n. 7 "Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento in materia riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio" .
Docenti e personale ATA: arrivano le proroghe per i supplenti

05 giugno 2013 - In una nota ministeriale, prot. 5400 del 30 maggio 2013, sono state rese note alcune novità regolative per specifiche figure di docenti e personale Ata (supplenti in servizio con contratti a termine). Le categorie interessate, infatti, rispettando alcuni requisiti, potranno beneficiare di una proroga. Entrando nello specifico, nei confronti dei docenti supplenti che sono in servizio grazie all’avvenuta sostituzione di docenti rientrati dopo il 30 aprile, e dove la mancanza del titolare di cattedra si sia protratta per un arco temporale non inferiore ai 150 giorni, limitati a 90 per le classi terminali, il contratto di supplenza, in principio valevole fino a lezioni concluse, va prolungato fino al termine degli scrutini e degli esami del mese di giugno a cui gli stessi supplenti interessati hanno diritto a partecipare.
Nei confronti, poi, dei docenti che, esclusi dalla sovra citata ipotesi, ricoprono servizio al termine delle lezioni, dovrà disporsi un peculiare contratto che, non presupponendo il mantenimento della prestazione lavorativa sino ad avvenute valutazioni, comprende, per i giorni esclusivamente necessari, il periodo che si estende dal primo all’ultimo giorno di presenza del supplente nello scrutinio e nel giudizio finale. Agli insegnanti con contratto di supplenza provvisoria, aventi svolto servizio fino al termine effettivo delle lezioni, soltanto nel caso in cui dovessero essere designati come commissari interni nella medesima scuola dove gli stessi hanno prestato insegnamento, si attribuisce il diritto all’attribuzione di un subentrante contratto, valevole per un numero di ore di servizio pari a quello della stipula contrattuale precedente, con decorrenza dal giorno di seduta preliminare della commissione e cessazione nel giorno di chiusura della sessione d’esame.
Infine, tra le categorie di docenti interessati alle nuove regole, spiccano quelli aventi sottoscritto un contratto di supplenza valevole fino alla conclusione delle attività didattiche, ossia il 30 giugno, nei confronti dei quali spetta la proroga contrattuale fino al giorno finale della sessione d’esame, incluse anche le prove di Stato. In riferimento all’organo Ata, invece, la nota ministeriale coinvolge il personale che ha prestato servizio tramite supplenze brevi o discontinue, annunciando che in tali casi le domande di proroga inoltrate dai capi d’istituto dovranno ricevere correlata autorizzazione, a patto però che si tratti di circostanze di evidente necessità, da parte dei dirigenti scolastici regionali.
Riguardo poi alle supplenze assegnate fino all’avente diritto, le stesse, in applicazione della nota n. 4988 del 21 maggio 2013, dovranno essere accordate fino al 30 giugno o, viceversa, al 31 agosto 2013. Solo entro il periodo strettamente indispensabile, le supplenze aggiudicate fino al 30 giugno, nel caso in cui non risultasse possibile consentire le attività d’esame di Stato tramite l’impiego del personale a tempo indeterminato e di quello supplente annuale, potranno essere prolungate. La proroga si applica poi in tutti i casi in cui possa concretamente essere messo a repentaglio l’effettivo svolgimento dei servizi d’istituto.
Rassegna Stampa
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3 giugno 2013 - Riprende la raccolta di articoli interessanti per la pubblica amministrazione nella sezione Rassegna Stampa > Quotidiani Nazionali.
Efficienza energetica, il Governo proroga l'ecobonus e lo porta al 65%

3 giugno 2013 - Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a “energia quasi zero”. Quelli della p.a. a partire dal 31 dicembre 2018.
Il Consiglio dei Ministri svoltosi lo scorso venerdì mattina a Palazzo Chigi ha proseguito l’analisi e definitivamente approvato il testo del decreto sull’eco-bonus, sulle ristrutturazioni edilizie e sul bonus mobili.
Le finalità del decreto
Nel comunicato stampa diramato al termine del Consiglio dei Ministri, si sottolinea che il decreto legge ha l’obiettivo di:
- promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici;
- favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici;
- sostenere la diversificazione energetica;
- promuovere la competitività dell’industria nazionale attraversolo sviluppo tecnologico;
- conseguire gli obiettivi nazionali in materia energetica e ambientale.
Cosa cambia per il cittadino
Con l’approvazione del decreto legge è previsto un forte potenziamento dell’attuale regime di detrazioni fiscaliche passerà dal 55% per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici (detrazione in scadenza il 30 giugno prossimo) al 65%, concentrando la misura sugli interventi strutturali sull’involucro edilizio, maggiormente idonei a ridurre stabilmente il fabbisogno di energia. Un’ultima conferma, e non ne sono previste successive, stabilita per dare la possibilità a quanti non lo avessero già fatto di migliorare l’efficienza energetica del proprio edificio. Così, per le spese documentate sostenute a partire dal 1° luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013 o fino al 30 giugno 2014 (per le ristrutturazioni importanti dell’intero edificio), spetterà la detrazione dell’imposta lorda per una quota pari al 65% degli importi rimasti a carico del contribuente, ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Un vantaggio per l’ambiente per l’economia
L’effetto concentrato nel tempo della proroga e l’aumento della percentuale della detrazione possono dare un forte impulso all’economia di settore e in particolare al comparto dell’edilizia specializzata, caratterizzato da una forte base occupazionale, concorrendo in questo momento di crisi al rilancio della crescita e dell’occupazione e allo sviluppo di un comparto strategico per la crescita sostenibile.
Entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a “energia quasi zero”. Gli edifici di nuova costruzione occupati dalle amministrazioni pubbliche e di proprietà di queste ultime dovranno rispettare gli stessi criteri a partire dal 31 dicembre 2018.
Viene, infine, previsto un sistema di certificazione della prestazione energetica degli edifici che comprenda informazioni sul consumo energetico, nonché raccomandazioni per il miglioramento in funzione dei costi. La redazione dell’attestato è obbligatoria in caso di costruzione, vendita o locazione di un edificio o di un’unità immobiliare, nonché per gli edifici occupati dalla pubblica amministrazione.
Il Consiglio dei Ministri, ha inoltre introdotto significative ed importanti novità rispetto alle precedenti proroghe.
Tra queste:
- la proroga, fino al 31.12.2013, delle detrazioni IRPEF previstanel decreto-legge (50 per cento, dall’ordinario 36 per cento, per spese di ristrutturazioni edilizie fino ad un ammontare complessivo non superiore a 96.000 euro, 48.000 euro nel regime ordinario);
- tale proroga è stata estesa anche all’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, per un massimo di 10 mila euro (in pratica si concede un bonus di 5.000 euro);
- le detrazioni riguarderanno anche gli interventi di ristrutturazione relativi all’adozione di misure antisismiche, nonché all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica delle parti strutturali degli edifici, in base a quanto già previsto dall’art. 16-bis, comma 1, lett. i), del testo unico delle imposte sui redditi.
Si tratta, presumibilmente, dell’ultima conferma per questo genere di benefici fiscali, in quanto espressamente prevista nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale, finalizzati a favorire la realizzazione di interventi per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, nonché per l’incremento del rendimento energetico degli stessi.
News Enti Locali
3 giugno - E' stato pubblicato il n. 9 delle news del'Enti Locali nella sezione "Normativa" categoria News Enti Locali.
Microcredito alle imprese pugliesi con meno di 10 addetti

24 maggio 2013 - Quasi 20 milioni di euro per salvaguardare e accrescere l'occupazione sostenendo le aziende più piccole.
Ha una fortissimo impatto anticrisi l'ultimo intervento regionale in favore della microimpresa. Si chiama "Fondo Microcredito d'Impresa" e fa parte del Piano Straordinario per il Lavoro.
Il fondo agevola le microimprese sane che vogliono crescere e continuare a produrre ma non possono farlo perché nessuna banca concederebbe loro un prestito. Le aziende destinatarie dell'intervento non hanno infatti né i requisiti minimi per ottenere credito dalle banche, né garanzie patrimoniali da offrire.
Mettendole in condizione di avere accesso ad un finanziamento, le microimprese potrebbero investire e, investendo, mantenere e incrementare l'occupazione.
Secondo le previsioni saranno 1.300 le imprese che verranno agevolate, nell'arco di tre anni, dalla dotazione attuale dell'intervento (19,5 milioni di euro).
L'intervento si inserisce nella strategia regionale a sostegno della piccola impresa e dell'accesso al credito. Politiche che hanno fatto della Regione Puglia un caso nazionale. Sono 9 fino ad oggi gli interventi destinati alle imprese piccole e piccolissime. Con una dotazione di 256,7 milioni di euro, hanno già mobilitato investimenti per oltre 600 milioni di euro agevolando più di 2.100 progetti con poco più di 155 milioni di euro di risorse pubbliche. A regime i posti di lavoro generati saranno più di 4.300.
Allo stesso modo la battaglia contro la stretta del credito è stata affrontata con quattro iniziative: le prime due hanno sostenuto i consorzi di garanzia fidi, le altre due hanno attivato strumenti di ingegneria finanziaria di "controgaranzia" e "tranched cover", per un totale di 150 milioni di euro.
Questa volta tuttavia la novità è veramente rilevante. Il Microcredito, le cui risorse derivano dal Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo per il periodo 2007-2013 (Asse II "Occupabilità"), non riguarda le garanzie. Si tratta di un prestito vero e proprio. Tuttavia non è una banca a concederlo ma la Regione Puglia attraverso la società regionale in house Puglia Sviluppo Spa. Per saperne di più clicca qui >>>>>>>>
- Le regole del gioco. Azzardo, dipendenza e criminalità: la campagna dei sindaci per contrastarli;
- Dossier “I regolamenti dei Comuni sulle sale da gioco”;
- Progetto Euromine: le miniere come risorsa per promuovere il turismo culturale e ambientale;
- DECRETO DI PROROGA DELL’IMU Bozza Decreto legge IMU - Cdm 17.05.2013;
- COMUNI e PROVINCE PER I PAGAMENTI della P.A. DECRETO 14 maggio 2013 Riparto degli spazi finanziari di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, sulla base dell'Accordo sancito in Conferenza Stato-città ed autonomie locali il 9 maggio 2013, ai sensi dell'articolo 1, comma 3 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35 (GU n. 113 del 16-5-2013 – s.o. n. 37);
- Enti locali - importi dei pagamenti di debiti di parte capitale da escludere dal patto di stabilità interno 2013. Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze in attuazione del comma 3 dell’articolo 1 del decreto legge 8 aprile 2013, n.35 Allegato Risorse concesse a ciascuna Regione che ha effettuato richiesta di anticipazioni di liquidità ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze in attuazione dell'articolo 2, comma 2, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 Allegato Beni immobili di proprietà dello Stato Circolare del 14 maggio 2013, n. 25 Beni immobili di proprietà dello Stato;
- Aggiornamento dei Modelli 4 e 5 (verbali di consegna e di dismissione di immobili in uso governativo).
Patenti: per il rinnovo non serve più il tagliando, basta il duplicato

23 maggio 2013 - Arrivano delle novità sul fronte rinnovo-patenti. E’ stato infatti reso noto lo schema di decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che verrà portato ad esame dalla conferenza unificata la settimana prossima. Il decreto annuncia procedure completamente nuove per il rinnovo della patente, reso possibile grazie alla semplice emissione del duplicato, senza dover più ricorrere all’apposizione dei tagliandi adesivi. La normativa n. 120 del 2010 era intervenuta, modificandolo, sul contenuto dell’articolo 126 del codice stradale prescrivendo la conferma della validità della patente mediante il dispositivo del rilascio di un duplicato, appositamente inviato per posta al titolare della licenza, con tanto di indicazione del nuovo termine di validità.
Il recente sistema è stato previsto in risposta all’obiettivo primario che chiede di adempiere alle norme comunitarie: le stesse infatti, da un lato, proibiscono di apporre tagliandi adesivi o di altro tipo sulla patente di guida, d’altro lato, invece prescrivono la graduale ed integrale surrogazione di tutte le patenti emesse prima della data del 19 gennaio 2013. Qualora poi si volesse entrare ancora più nello specifico in merito alle direttive di comunicazione del rinnovo di validità della patente, si necessita ancora un decreto ministeriale ad hoc, il quale inoltre, secondo quanto previsto dall’art. 21, comma 2, della menzionata legge n. 120/2010, doveva già essere stato emanato entro il 12 febbraio 2011.
Ristrutturazioni edilizie: detrazioni 50% e 55% c’è la proroga

22 maggio 2013 - Il Ministro per i lavori pubblici e le infrastrutture, Maurizio Lupi, ha affermato di fronte alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati l’obiettivo fissato dall’Esecutivo di reperire nel più breve tempo possibile le risorse economiche e finanziarie per far si che sia possibile mettere in atto la proroga al 31 dicembre 2013 della detrazione 50% sulle ristrutturazioni e della detrazione 55% per gli interventi di risparmio energetico sugli edifici.
La risposta del Ministro giunge ad una settimana dall’approvazione all’unanimità, da parte della stessa Commissione Ambiente, di una mozione che richiedeva al Governo di mobilitarsi per rendere stabile la detrazione 55%. A quanto pare risulta evidente che l’Esecutivo formato e guidato dal premier in pectore Letta ha scelto di dare un’ulteriore accelerazione al progetto, inserendo nel “pacchetto” anche il bonus fiscale del 50% relativo ai lavori di ristrutturazione degli edifici.
Bisogna ricordare che, in mancanza di provvedimenti da parte del Governo, il prossimo 30 giugno 2013 saranno in scadenza i termini entro i quali sarà possibile beneficiare delle agevolazioni fiscali “maggiorate” del 50% e del 55%. A cominciare dal 1° luglio 2013, infatti, entrambi i bonus fiscali verranno riassorbiti nella detrazione 36% che sarà resa “strutturale”, cioè non verrà più resa soggetta a scadenze.
Fino a fine giugno chi realizzerà lavori di ristrutturazione sugli immobili potrà godere di una detrazione del 50% sulle spese effettuate per un limite massimo di 96.000 euro. La detrazione sarà dilazionata in 10 rate di pari importo che saranno calcolate sia sulla base dell’investimento fatto sia sulla base della “capienza fiscale” del dichiarante. Dopo il 30 giugno 2013 non solo la percentuale di detrazione diminuirà al 36%, comprendendo come detto anche quella del 55% per interventi di efficientamento energetico degli edifici, ma diminuirà anche il tetto massimo di spesa detraibile che sarà fissato a 48.000 euro.

Precari PA, contratti prorogati al 31 dicembre

20 maggio 2013 - Sono 115mila i precari della pubblica amministrazione interessati dalla decisione presa oggi dal Consiglio dei ministri, che ha disposto un’ulteriore proroga dei contratti in scadenza al prossimo 31 dicembre. Ora, i contratti atipici della PA slittano, nel complesso, di un intero anno poiché a fine 2012 era stata presa l’esatta decisione, che aveva procrastinato la validità dei contratti in essere al 31 luglio 2013. La disciplina, infatti, era stata inserita nell’ultima legge di stabilità. Gli oltre 100mila interessati del provvedimento che ha decretato il rinvio dei contratti ormai giunti al termine di fine luglio, di cui circa 86mila a tempo determinato, e gran parte dislocati nelle miriadi di enti locali presenti sul territorio. Eslcusi dal computo, invece, i precari del sistema scolastico, soggetti a un regime differente.
Bonus Bebè per mamme lavoratrici

20 maggio 2013 - Entra nel vivo la «monetizzazione» del congedo parentale. L'Inps ha pubblicato il bando che consente agli asili nido di accreditarsi al fine di entrare nell'elenco delle strutture abilitate e alle quali le madri lavoratrici potranno affidare il neonato, ottenendo il pagamento del servizio tramite la rinuncia e conversione del congedo parentale in contributo economico. L'ha reso noto lo stesso Inps con comunicato stampa. Gli asili nido hanno 35 giorni di tempo per presentare domanda (dal 31 maggio al 5 luglio). Una volta formato l'elenco, l'Inps darà il via libera al bando per l'assegnazione dei contributi alle lavoratrici.
Tar: I comuni non possono limitare l’apertura di nuove sale giochi

PEC: entro l’8 giugno bisogna inviare i dati dei professionisti

17 maggio 2013 -Gli ordini e collegi professionali avranno l’obbligo di inviare all’indirizzo PEC Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. tutti gli indirizzi PEC dei professionisti iscritti entro il prossimo 8 giugno se vorranno essere in regola con l’iscrizione. Questo è quanto ha comunicato a mezzo di una nota il Ministero dello Sviluppo economico, dichiarando che il 19 giugno sarà presentato il portale telematico per consentire l’accesso, senza necessità di autenticazione, all’elenco pubblico di indirizzi PEC, a cominciare da quelli iscritti ai registri delle imprese delle camere di commercio e quelli in possesso degli ordini e collegi professionali.
Per rendere più agevole il passaggio dei dati in formato aperto, open data, in modalità telematica, è stato stilato un documento tecnico (scaricabile qui) che descrive il formato e la struttura del tracciato dati per invio/aggiornamento degli indirizzi PEC, e la modalità iniziale di invio e aggiornamento dati per l’indice INI – PEC. Infocamere ha attivato un servizio di assistenza, già a partire da questa fase di primo caricamento, rivolto agliOrdini e ai collegi professionali, che possono contattare il numero 06 64 892 292 oppure scrivere a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Bisogna ricordare che con il decreto Sviluppo bis (art. 5, comma 3 della legge n. 221/2012 di conversione con modificazioni del decreto legge 18 ottobre 2012 n. 179) è stato fondato presso il Mise l’ “Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti (INI‐PEC)”. Si tratta di un elenco pubblico di indirizzi di posta elettronica certificata, formato a cominciare da quelli iscritti presso i Registri delle Imprese delle Camere di commercio e da quelli detenuti dagli Ordini ed i Collegi professionali, costituito in formato aperto e consultabile attraverso il Portale telematico senza necessità di autenticazione. In base a quanto stabilito dall’articolo 4, comma 4 del DM 18 marzo 2013, in fase di prima costituzione dell’ INI‐PEC gli Ordini ed i Collegi professionali devono trasferire in modalità telematica ad InfoCamere gli indirizzi PEC da loro detenuti.
Guarda come inviare i dati all’indice nazionale di imprese e professionisti
Lavoro giovani:a giugno il pacchetto per l’occupazione

16 maggio 2013 - Entro fine giugno”, sembra questo il termine annunciato per l’arrivo del pacchetto per l’occupazione dei giovani. Il disegno, oltre a riguardare il coordinamento delle politiche a livello europeo, verterà anche sugli interventi di ordine nazionale. Ad assicurare la celerità del concreto arrivo si è pronunciato il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, durante l’audizione in commissione Lavoro alla Camera. Il Governo, come confermato dal ministro, preme dunque per mettere a punto entro, e non oltre, il mese di giugno un pacchetto ad hoc per l’occupazione giovanile.
Giovannini, menzionando la gravità della situazione dei neet, ovvero i giovani che non studiano e non lavorano, ha esposto nel dettaglio la grave condizione in cui versa il Paese. Il capo del dicastero del Lavoro ha infatti ricordato che in Italia i ragazzi tra i 15 e i 29 anni “non in education, employment or training” sono 2,1 milioni (secondo gli ultimi dati Istat riferiti all’anno 2011) e questo, ha proseguito il ministro, ‘‘ci da l’idea del capitale umano che stiamo sprecando”. Durante la presentazione del Rapporto Ocse sull’economia italiana Giovannini ha poi palesato l’intenzione di incontrare “a breve i rappresentanti delle parti sociali” per chiedere al riguardo “un impegno speciale”.
Lo stesso ministro ha precisato che “l’investimento sulla giovane generazione è un fatto culturale che passa attraverso tutti i soggetti. Dobbiamo riuscire a mettere in campo strategie e iniziative efficaci, ma se pensiamo che sia la politica a risolvere questo problema ci siamo dimenticati che la crescita la fanno le imprese e i lavoratori”. Il Governo punta inoltre ad una revisione delle regole sulla previdenza tramite la cosiddetta “flessibilizzazione” delle possibilità di uscita dal lavoro “in cambio di penalizzazioni”. È quanto riportato da Enrico Giovannini, davanti alla commissione omonima del Senato, citando le linee programmatiche del presidente del Consiglio, Enrico Letta.
Il nuovo esecutivo starebbe lavorando, come noto, anche per apportare “modifiche limitate ma puntuali” alla legge Fornero volte proprio a “favorire l’occupazione in questa fase congiunturale”. “Bisogna essere estremamente attenti a toccare una riforma che sta finalmente producendo una serie di effetti voluti perché l’instabilità normativa non è amata dagli investitori, -aveva annunciato Giovannini confermando la messa a punto del pacchetto sulle migliori pratiche europee- stiamo valutando le proposte che sono state fatte in passato”. Riguardo alla staffetta tra giovani e anziani nel lavoro, il ministro non aveva nascosto le difficoltà, in considerazione soprattutto della situazione sociale “non favolosa” in cui continuano a barcamenarsi molte persone a reddito fisso, “non è detto che sia così semplice che accettino questo scambio” aveva ammesso.
Bisogna inoltre valutare, sempre citando Giovannini, il trade off, ovvero il rapporto fra vantaggi e svantaggi, nel caso di eventuali agevolazioni fiscali e contributive per l’assunzione dei giovani. Anche il titolare del Welfare è voluto intervenire ieri sul tema, tanto caro alle parti sociale, della rappresentanza. “Il governo -si è detto- sta monitorando molto da vicino la trattativa delle parti sociali sul tema della rappresentanza, ma non ha intenzione di intervenire oggi direttamente”. Per Giovannini la presa di coscienza del problema, ed il correlativo passo che vede impegnati sindacati ed imprese nell’affrontarlo, rappresenta comunque un segnale positivo e, ha concluso il ministro, non si ritiene “impossibile immaginare che si trovi un accordo”.
Detrazioni 55%, la Commissione Ambiente approva la stabilizzazione

16 maggio 2013 - La Commissione Ambiente della camera ha approvato la risoluzione che chiedeva di rendere stabili le detrazioni del 55% sugli interventi di efficienza energetica in edilizia: il Governo si dovrà impegnare a stabilizzare l’eco-bonus del 55% per il risparmio energetico in edilizia estendendolo al consolidamento antisismico degli edifici.
Il 30 giugno 2013 non è la fine della detrazione fiscale del 55% sulle riqualificazioni energetiche degli edifici.
Lo comunica il presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera: “Il sistema di agevolazione fiscale del 55% si è dimostrato una misura di grande importanza: ha attivato oltre 1.400.000 interventi, per circa 18 miliardi di euro di investimenti, e ha creato oltre 50 mila posti di lavoro all’anno nei settori coinvolti, soprattutto nelle migliaia di piccole e medie imprese nell’edilizia e nell’indotto. Ha rappresentato lo strumento più efficace e virtuoso in tema di sostenibilità ambientale, di sostegno del mercato dell’edilizia di qualità e di risparmio di emissioni di anidride carbonica. La risoluzione è stata sottoscritta da tutti i capigruppo presenti in commissione e da un indirizzo forte al Governo a consolidare le politiche ambientali e a favorire l’edilizia di qualità ed energicamente efficiente dando stabilità al credito d’imposta del 55 % ed estendendolo anche agli interventi di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente, oltre che ad assumere iniziative, anche di tipo normativo, volte ad estendere le misure di efficientamento energetico anche al patrimonio edilizio pubblico. Ad esempio con un allentamento del Patto di Stabilità interno per gli Enti Locali che hanno risorse da investire nella messa in sicurezza antisismica degli edifici pubblici, a partire dalle scuole e degli ospedali. La risoluzione impegna infine il Governo ad assumere iniziative analoghe anche per consentire agli Enti Locali che abbiano risorse a disposizione di realizzare interventi di manutenzione e messa in sicurezza del territorio”.
Superbollo auto, polemiche a oltranza: calcola il tuo online!

16 maggio 2013 - Superbollo auto, basta la parola per spaventare e far imbestialire gli automobilisti, che spesso confondono il superbollo auto col bollo auto, due particolarità diverse di uno stesso provvedimento. MotoriOggi fa chiarezza sia sulle differenze tra superbollo auto e bollo auto che fornire, a partire da oggi, un modo per calcolare il superbollo in maniera veloce ed intuitiva. E’ online, infatti, il software di calcolo gratuito per il superbollo auto: basta inserire la potenza del motore dell’auto e la data di prima immatricolazione e si otterrà il calcolo dell’importo del superbollo, frutto di un provvedimento introdotto dal Governo Monti un anno fa con l’obiettivo di tassare i proprietari di veicoli con potenza superiore a 185 kW (251 CV).
Superbollo auto: cos’e’ e come calcolarlo
Il superbollo auto viene applicato ai veicoli con potenza superiore a 185 kW (251 CV). In questo caso sono previsti 20 euro/kW per ogni kW superiore alla soglia prefissata nel caso in cui l’auto sia di nuova costruzione, 12 euro/kW in caso abbia cinque anni di vita, 6 euro/kW nel caso ne abbia dieci e 3 euro/kW dopo quindici anni. In ogni caso dopo i vent’anni dalla data di costruzione non c’è più bisogno di versare l’addizionale. E’ importante sottolineare che a benzina o diesel, se si superano i 185 kilowatt si paga comunque il superbollo.
Con il 5 per mille gli italiani finanziano la ricerca
10 maggio 2013 - Con il 5 per mille gli italiani sembrano voler finanziare più di tutto la ricerca, e nel 2011 lo hanno fatto attribuendo all'Associazione nazionale per la ricerca sul cancro (Airc) oltre 55 milioni di euro, dei 391 milioni raccolti. Scorrendo gli elenchi dell'Agenzia delle Entrate, che riportano i dati relativi al numero delle preferenze espresse dai contribuenti nel 2011 gli importi attribuiti agli enti che hanno chiesto di accedere al beneficio, emerge che il grosso delle risorse, 259 milioni, è andato alle Onlus e agli enti di volontariato, parcellizzato però in una miriade di contributi (oltre 32mila le associazioni che hanno ricevuto fondi, anche se minimi). E in questo caso la cifra maggiore, 11 milioni di euro, è andata a Emergency, l'associazione fondata da Gino Strada, mentre 8,7 milioni sono andati a Medici Senza Frontiere. Ma l'Airc, che compare sia in questo elenco, sia in quello degli enti per la ricerca scientifica che in quello per la ricerca sanitaria, totalizza la cifra più alta in assoluto.
ONLUS ED ENTI DEL VOLONTARIATO: un lunghissimo elenco, oltre 32mila nomi, che si dividono 259,3 milioni, ma i contributi più consistenti sono quelli per Emergency (11,02 mln), Medici Senza Frontiere (8,75), l'Airc (6,42), il Comitato italiano per l'Unicef (5,46), l'Associazione italiana contro le Leucemie (5,23), le Acli (3,53 mln). A chiudere l'elenco l'Avis comunale di Samatzai, scelta da un unico contribuente, che incassa 1,84 euro.
ENTI DELLA RICERCA SCIENTIFICA E DELL'UNIVERSITA': in questo caso l'elenco si ferma a poco più di 400 nomi, ai quali vanno 57,5 milioni. Apre l'Airc con 34,23 milioni, seguito dalla Fondazione italiana sclerosi multipla (3,82 mln), dalla Fondazione Umberto Veronesi (3,37 mln), dalla fondazione Teleton (1,87 mln) e dalla Fondazione del San Raffaele Mont4e Tabor (1,05 mln). Ultimo il Consorzio per le valutazioni biologiche e farmacologiche, 15,99 euro.
ENTI DELLA RICERCA SANITARIA: l'elenco dei 97 nominativi, cui sono destinati 54,76 milioni, è aperto dall'Airc, con 14,96 milioni, mentre a chiuderlo è l'Istituto per gli affari sociali, con 595 euro.
ATTIVITA' SOCIALI DEI COMUNI DI RESIDENZA: l'elenco totalizza 12,52 milioni, e vede in testa Roma (387mila euro), Milano (249mila) e Torino (178mila). Ultimo Colle San Magno, in provincia di Frosinone, al quale vanno 0,06 euro.
ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE: i 7,58 milioni attribuiti sono ripartiti tra 5.150 nomi, e vanno dai 94.561 euro della Associazione dilettantistica Polisportiva Odysseus Messina, ai 6,78 euro attribuiti alla Polisportiva dilettantistica Kalagonis. Fonte ItaliaOggi.
La Tares potrebbe slittare al 2014

09 maggio 2013 - La Tares potrebbe slittare al 2014. La commissione Ambiente (VIII) della Camera dei deputati, infatti, ha espresso parere favorevole a "differire, almeno al 2014, l'entrata in vigore a regime del nuovo tributo Tares procedendo, prima della sua applicazione, alla revisione della disciplina normativa di cui al D.M. n. 158/1999 in ordine ai criteri di calcolo del nuovo tributo sui rifiuti fondato sul rispetto del principio chi più inquina, più paga e sul metodo della tariffazione puntuale".Tutto ciò dovrebbe essere adottato "a tutela dei comuni virtuosi che hanno raggiunto eccellenti risultati sia in termini di economicità dei costi di gestione del servizio sia in termini di conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata dei rifiuti, nonché a salvaguardia e a sostegno della filiera industriale del riciclo". Lo si legge nel parere che la commissione Ambiente ha inviato alla commissione Bilancio e Tesoro (V) della Camera. Fonte ItaliaOggi.
L'Agenzia delle Entrate su YouTube per conoscere i dati degli immobili
09 maggio 2013 - Sul canale YouTube dell'Agenzia delle Entrate (www.youtube.com/entrateinvideo) è in rete da oggi un nuovo filmato che spiega come conoscere, attraverso un computer o altri dispositivi
connessi a internet, alcune informazioni relative agli immobili. Se si conoscono già gli identificativi catastali - si legge in una nota - è sufficiente utilizzare il servizio "Consultazione rendite catastali", collegandosi alla sezione Territorio del sito dell'Agenzia, per conoscere la rendita, la consistenza, la categoria e la classe catastale dei fabbricati, oppure il reddito dominicale e quello agrario, la superficie, la qualità della coltura e la classe catastale dei terreni. Se, invece, non si conoscono i dati catastali, ma si è in possesso di codice pin e password per l'accesso ai servizi telematici dell'Agenzia, è possibile consultare anche i dati anagrafici dell'intestatario di un immobile, i dati sulla titolarità e la relativa quota di diritto, l'ubicazione degli immobili censiti al Catasto fabbricati. I filmati disponibili su Entrate in video, interamente autoprodotti dall'Agenzia a costo zero, sono accessibili da tutti gli utenti, grazie all'utilizzo di sottotitoli, disponibili in italiano e nelle principali lingue straniere.






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