"In Padre Pio c’era insieme una presenza soprannaturale e una concretezza umana, ma l’amore di Cristo la carità evangelica è all’origine dell’opera da lui edificata di una Casa di cura del sollievo e della sofferenza". È quanto ha detto il Papa nel corso dell’omelia pronunciata in occasione della messa celebrata sul sagrato della chiesa di San Pio da Pietrelcina.
"Come tutti i grandi uomini di Dio" – ha affermato il Pontefice – "Padre Pio era diventato lui stesso preghiera, anima e corpo. Le sue giornate erano un rosario vissuto, cioè una continua meditazione e assimilazione dei misteri di Cristo in unione spirituale con la Vergine Maria"."
"Si spiega così" – ha aggiunto Ratzinger – "la singolare compresenza in lui di doni soprannaturali e di concretezza umana. E tutto aveva il suo culmine nella celebrazione della santa Messa: lì egli si univa pienamente al Signore morto e risorto. Dalla preghiera, come da fonte sempre viva, sgorgava la carità".
"L’amore che egli portava nel cuore e trasmetteva agli altri" – ha affermato Benedetto XVI – "era pieno di tenerezza, sempre attento alle situazioni reali delle persone e delle famiglie. Specialmente verso i malati e i sofferenti nutriva la predilezione del Cuore di Cristo, e proprio da questa ha preso origine e forma il progetto di una grande opera dedicata al sollievo della sofferenza".
"Non si può capire nè interpretare adeguatamente tale istituzione" – ha quindi rilevato il Papa – "se la si scinde dalla sua fonte ispiratrice, che è la carità evangelica, animata a sua volta dalla preghiera. Tutto questo, carissimi, Padre Pio ripropone oggi alla nostra attenzione".
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