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Ci sarà anche una delegazione del Comune di San Giovanni rotondo al I° congresso internazionale di turismo religioso e pellegrinaggi che si svolgerà a Cracovia, in Polonia, dall’8 al 12 novembre.

Si tratta del primo appuntamento internazionale che segue alla convention sugli itinerari e i cammini religiosi, organizzata a luglio a San Giovanni Rotondo. All’appuntamento internazionale di Cracovia parteciperanno delegazioni provenienti da 25 paesi, con gli italiani che rappresentano il secondo gruppo più numeroso presente in Polonia e che sarà chiamato a confrontarsi sul tema: “Seguendo le orme di Papa Giovanni Paolo II”.

La delegazione sangiovannese è composta dal sindaco Costanzo Cascavilla e dal presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Mangiacotti.

«Tutti conoscono il profondo legame che papa Wojtyla ha avuto con San Giovanni Rotondo, reso ancora più saldo attraverso il gemellaggio con Wadowice, città natale di papa Giovanni Paolo II. Esserci, quindi, non è solo una occasione per presentare San Giovanni Rotondo a una platea di 200 delegati, tour operator ed esperti di turismo religioso, ma è anche un rinnovato incontro tra la comunità sangiovannese e il papa santo polacco, apprezzata in tante occasioni che appartengono alla storia della città garganica. Papa Wojtyla è anche un sangiovannese, perché ha saputo mantenere vivo e costante il suo rapporto con san Pio e con la città che lo ospitava», sottolinea il sindaco Cascavilla.

Il congresso internazionale polacco prevede un intenso programma di incontri, tavole rotonde, visite guidate e confronti con esperti di turismo e operatori del settore. Previste anche visite ai luoghi della Memoria che hanno segnato, in modo tragico e indelebile, la storia polacca nel periodo della dominazione nazista.

«Essere ad Auschwitz-Birkenau trasforma l’orrore in un pellegrinaggio del dolore, dove ogni individuo recupera una dimensione di fragilità e di impotenza davanti a uno sterminio pianificato nei metodi ed eseguito con ferocia crudeltà. I campi di sterminio polacchi non sono luoghi turistici, ma musei della resistenza di milioni di persone che hanno subito deportazione e morte, ma che hanno vinto sulla barbarie dei loro aguzzini. Esserci è un dovere per ogni cittadino europeo. Perché dai campi di sterminio nasce e si consolida uno spirito di fratellanza che supera le barriere etniche, religiose e sessuali per farsi unica voce contro ogni sopruso e baluardo della civiltà.», osserva ancora il sindaco sangiovannese.