Sviluppo complessivo, lunghezza: 13500 metri.

Ripristino tracciati preesistenti, lunghezza totale: 5000 metri.

Tracciati di nuova apertura, lunghezza totale: 8500 metri.

Accessi principali: uno a quota 678 m s.l.m., nei pressi del Monastero delle Clarisse, sulla strada asfaltata che collega “Viale Padre Pio” - nella zona Santuario - con Monte Castellana, l’altro a quota 950 m s.l.m. circa, vicino alle aree di sosta realizzate in prossimità della stessa strada, sull’altopiano di Montenero.

Gradi di difficoltà: percorsi facili, tranne che per i tratti in salita, di qualche centinaia di metri di lunghezza, che portano a Vallescura, a Coppa l’Arena e alla strada-carrareccia per Montenero, di maggiore difficoltà.

I tempi di percorrenza possono arrivare a non più di due o tre ore, a seconda degli itinerari scelti.

Dislivello in salita: 322 metri.

 

 

Al km 34,200 della statale S. Giovanni Rot. - Monte S.A. si svolta a sinistra. La strada è asfaltata per il primo chilometro poi prosegue sterrata per ca. 400m. Si giunge ad un restringimento e lì bisogna parcheggiare e continuare a piedi per il viottolo per ca. altri 400 m. Si raggiungeranno così i ruderi della chiesa di S. Egidio.

Particolarità: la chiesa di Sant’Egidio di Pantano - attestata a partire dalla fine dell’XI sec. ma quasi certamente preesistente - è a impianto basilicale. Le pareti interne erano un tempo affrescate, come anche l’intero catino absidale. La chiesa è stata soggetta a diversi rifacimenti che hanno finito con il combinare tra di loro diversi stili. Panorama sul versante meridionale di Monte Calvo e sulla piana di Pantano.

Sulla statale San Giovanni Rotondo - Monte Sant’Angelo, al km 5 svoltare a sinistra, dopo 500 m ca. in prossimità di un inghiottitoio in muratura si gira a sinistra e si parcheggia l’auto. Di fronte c’è il laghetto e percorrendo gli argini che si elevano di qualche metro tutt’attorno si ha un’ampia visuale su tutta la piana. Oppure si può, a piedi, in bici o in auto, girare tutta la piana di forma sub-ellittica. Continuando in direzione est, si raggiungono i resti del Monastero di San Nicola di Pantano.

Particolarità: del monastero di S. Nicola di Pantano non restano oggi che suggestivi ruderi. Della chiesa - più o meno coeva a quella di S. Egidio - sono ancora visibili parte del catino absidale e tracce di un transetto.

All’uscita di S. Giovanni Rotondo, sulla statale verso Foggia, all’incrocio con la tangenziale si svolta a sinistra su una strada asfaltata. Tralasciando eventuali deviazioni, dopo ca. 1,200 km si svolta a destra su una strada larga brecciata che punta verso i pianori prospicienti Valle Grande. Dopo alcune centinaia di metri, si giunge ad un trivio. Qui conviene parcheggiare e proseguire a piedi. Se si segue la pista di destra, appena visibile sul terreno, si giunge dopo circa 500 m al vallone. Invece se al trivio si prosegue sulla pista centrale, dopo alcune centinaia di metri alla prima biforcazione si prende la pista di sinistra, poi alla successiva biforcazione sempre a sinistra. Si raggiunge una piantagione di ulivi e mandorli all’imbocco della valle. Superatala si raggiunge la spianata della coppa. Puntando ad ovest dopo circa settecento metri, in direzione del vallone, c’è l’imbocco a due ingressi della grotta, segnalata da piante basse di fico.

La Grotta Grande sul versante opposto, è composta da vari ingressi su un imponente blocco calcareo. Questa grotta può essere raggiunta e visitata seguendo l’altro itinerario proposto. da segnalare anche il pianoro immediatamente sovrastante l’ingresso della Grotta in quanto trattasi di un sito archeologico preistorico, frequentato dal Neolitico fino alle Età dei Metalli.

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